Fair Play

 

Le Carte del Panathlon

 

Carta del Fair Play

Qualunque sia il mio ruolo nello Sport, anche quello di spettatore, mi impegno a:
1. fare di ogni incontro sportivo, poco importa la posta in palio e la rilevanza dell’avvenimento, un momento di privilegiato, una sorta di festa;
2. conformarmi alle regole ed allo spirito dello sport praticato;
3. rispettare i miei avversari come me stesso;
4. accettare le decisioni degli arbitri e dei giudici sportivi, sapendo che, come me, hanno diritto all’errore, ma fanno di tutto per non commetterlo;
5. evitare la cattiveria e le aggressioni nei miei atti, parole e scritti;
6. non usare artifici o inganni per ottenere il successo;
7. essere degno nella vittoria, come nella sconfitta;
8. aiutare ognuno, con la mia presenza, la mia esperienza e la mia comprensione;
9. soccorrere ogni sportivo ferito o la cui vita sia in pericolo;
10. essere realmente un ambasciatore dello sport, aiutando a far rispettare intorno a me i principi qui affermati

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Carta del Panathleta

Ogni socio Panathlon persegue un ideale etico attraverso la promozione della pratica sportiva che viene riassunto nella Carta del Panathleta, un decalogo di regole chiave per la tutela del fair play e dell’ideale sportivo:
L’essere Panathleta mi impegna a:
1. onorare il motto Ludis Iungit e a promuovere l’ideale panathletico;
2. rispettare le regole del Club di cui sono diventato Socio;
3. dare il meglio di me a titolo di volontariato per far raggiungere al mio Club gli scopi che si è prefisso;
4. ricercare l’amicizia di tutti i Panathleti, praticarla, e aiutare i nuovi Soci ad integrarsi rapidamente nella vita del Club;
5. agire affinché lo Sport sia considerato e vissuto come un elemento di cultura degli uomini e dei popoli;
6. operare permanentemente e dovunque per l’affermazione dell’etica sportiva basata sul fair play;
7. prodigarmi affinché una sana educazione sportiva venga data alla gioventù della mia Città, della mia Regione, del mio Paese;
8. essere d’esempio nel modo di praticare lo sport;
9. comportarmi da sportivo esemplare quando assisto ad una competizione;
10. essere un vero ambasciatore dello Sport, inteso come elemento di emancipazione dell’uomo e lottare contro tutto ciò che lo degrada

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Carta dei diritti del ragazzo

Nel corso della Conferenza di consenso sull’Etica nello sport giovanile organizzata a Gand nel 2004 venne proposta e approvata, la Carta dei diritti del ragazzo nello sport, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sugli aspetti educativi dello sport:
Tutti i ragazzi hanno diritto di:
1. praticare sport;
2. divertirsi e di giocare;
3. vivere in un ambiente salutare;
4. essere trattati con dignità;
5. essere allenati ed educati da persone competenti;
6. ricevere un allenamento adatto alla loro età, ritmo e capacità individuale;
7. gareggiare con ragazzi dello stesso livello in una idonea competizione;
8. praticare lo sport in condizioni di sicurezza;
9. usufruire di un adeguato periodo di riposo;
10. avere la possibilità di diventare un campione oppure di non esserlo.

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Carta dei doveri del genitore

1. la scelta della disciplina sportiva preferita spetta ai miei figli in totale autonomia e senza condizionamenti da parte mia;
2. mio dovere è verificare che l’attività sportiva sia funzionale alla loro educazione e alla loro crescita psico-fisica, armonizzando il tempo dello sport con gli impegni scolastici e con una serena vita familiare;
3. eviterò ai miei figli, fino all’età di quattordici anni pesanti attività agonistiche, salvo discipline formative, privilegiando lo sport ludico e ricreativo;
4. li seguirò con discrezione con il loro consenso, se servirà ad aiutarli ad avere con lo sport un rapporto equilibrato;
5. non chiederò agli allenatori dei miei figli nulla che non sia utile alla loro crescita e commisurato ai loro meriti e potenzialità;
6. dirò ai miei figli che per essere bravi sportivi e sentirsi felici nella vita, non è necessario diventare dei campioni;
7. ricorderò loro che anche le sconfitte aiutano a crescere perché servono per diventare più saggi;
8. indicherò loro i valori del Panathlon come fondamento etico per affrontare una corretta esperienza sportiva;
9. al loro ritorno a casa non chieder à se abbiano vinto o perso, ma se si sentano migliori, né chiederò quanti gol abbiano segnato o subito o quanti record abbiano battuto, ma se si siano divertiti;10. vorrò specchiarmi nei loro occhi ogni giorno e ritrovare il mio sorriso giovane.

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